Open, corretamente

L’aggiornamento frequente delle applicazioni è ormai una necessità, in particolare per la diffusione immediata di nuove funzionalità e patch di sicurezza.

Per Google Chrome (e altre applicazioni desktop per la piattaforma Windows) Google ha sviluppato un software apposito, rilasciato sotto licenza open source.

Il nome in codice del progetto è Omaha, mentre il nome del prodotto è Google Update (da non confondersi con Google Updater, parte di Google Pack).

La funzione di aggiornamento automatico è molto importante, ma opera dietro le quinte, con un’interazione minima con l’utente. Una delle sue manifestazioni è nella configurazione dell’operazione pianificata creata da Google Chrome, mostrata nell’immagine seguente.

Anche se la localizzazione del prodotto in questo caso non è critica, Omaha è disponibile in una cinquantina di lingue.

In modo simile a quanto accade per Google Chrome, la traduzione viene eseguita “di nascosto” e proposta agli occhi del mondo direttamente sotto forma di file di risorsa RC generati da GRIT (Google Resource and Internationalization Tool).

Questa procedura rende in qualche modo “chiusa” la fase di localizzazione del software e limita il contributo attivo del pubblico.

Le stringhe della traduzione italiana, per esempio, contengono almeno un refuso (visibile nell’immagine sopra) che i famosi mille occhi della comunità open source non si sarebbero lasciati scappare😉

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