CrowdSight: prime impressioni

La novità

A quasi un anno dal rilascio di GlobalSight, il 22 gennaio 2010 Welocalize ha reso pubblici tramite sourceforge.net il codice sorgente e il setup di CrowdSight, un software complementare che facilita la fruizione in modalità crowdsourcing del sistema TMS.

In estrema sintesi, CrowdSight svolge due operazioni:

  • Riceve in input dei file XLIFF esportati da GlobalSight per la traduzione offline
  • Permette a un insieme potenzialmente vasto di utenti di tradurre e/o rivedere i file sorgenti accedendo direttamente alle memorie di traduzione (TM) di GlobalSight

La prova

Dal punto di vista tecnico CrowdSight è un’applicazione web per sistemi Windows, basata su ASP.Net. L’accesso all’interfaccia avviene in generale tramite un browser, che nella versione attuale deve essere Internet Explorer.

L’installazione è semplice e abbastanza lineare, anche se la documentazione non è totalmente allineata alla effettiva procedura da seguire (e utilizza a volte il vecchio nome dell’applicazione, CrowdManager).

La configurazione iniziale, eseguita dall’utente predefinito admin, richiede 2 passaggi:

  1. Impostazione dell’URL del servizio web esposto da GlobalSight (versione 7.1.5 o successiva) e delle relative credenziali di accesso. Sul lato GlobalSight è necessario autorizzare l’account scelto ad accedere in lettura e scrittura alle memorie di traduzione che verranno utilizzate. Bisognerà inoltre consentire l’accesso al servizio web da parte dell’indirizzo IP del server CrowdSight.
  2. Creazione degli utenti locali (amministratori, traduttori e revisori) per le varie lingue. Ogni utente sarà associato a una delle memorie di traduzione rese disponibili da GlobalSight (in una prossima versione sarà possibile anche associare un database terminologico).

Al termine della configurazione, uno degli utenti amministatori dovrà caricare il materiale da tradurre. Questo potrà essere un pacchetto zip esportato da GlobalSight per la traduzione offline oppure un semplice file nel formato XLIFF 1.2.

Gli utenti si collegheranno quindi a CrowdSight tramite Internet Explorer e svolgeranno la traduzione e revisione accedendo in tempo reale a una memoria di traduzione di GlobalSight.

L’interfaccia utente, che appare davvero minimale per il traduttore professionista, risulta però adatta all’approccio di “crowdsourcing”, aperto a utenti che devono poter condividere in modo semplice le loro conoscenze linguistiche. Un esempio è rappresentato dall’immagine seguente.


Al termine della fase di revisione, uno degli amministatori potrà esportare il file XLIFF tradotto e importarlo in GlobalSight come previsto dalla normale procedura di traduzione offline.

Le prime impressioni

Nella finestra di accesso la sistema, Welocalize riassume i 3 vantaggi introdotti da CrowdSight:

  1. La facilità di accesso da parte dei traduttori/revisori, dovuta sia all’accesso web sia alla semplicità di creazione di utenti in CrowdSight.
  2. Il supporto di vari file sorgenti, dovuto ai diversi formati gestiti da GlobalSight. I documenti possono provenire per esempio da Microsof Office, InDesign o FrameMaker, oppure da normali file XML/HTML.
  3. La condivisione attiva delle memorie di traduzione gestite da GlobalSight. Ognuno dei traduttori e dei revisori può accedere in tempo reale alla stessa risorsa e sfruttarne le informazioni per velocizzare il lavoro e facilitare coerenza e uniformità.

Credo che un altro vantaggio sia dato dal fatto che la complessità di installazione e gestione di GlobalSight sono potenzialmente delegabili ad altri, dato che CrowdSight agisce da “client” del server TMS.

CrowdSight dimostra inoltre come sia semplice costruire un’applicazione web sulle solide basi delle API di GlobalSight. L’auspicio è che le future versioni evolvano per consentire l’utilizzo di un browser generico, che renda possibile l’accesso anche a chi non possiede Internet Explorer.

Credo che l’unione di GlobalSight e CrowdSight dia luogo a una soluzione interessante e già concretamente utilizzabile, pur con tutti i suoi limiti. L’organizzazione non profit The Rosetta Foundation, per esempio, la utilizza già per i suoi progetti.

Un fatto che trovo però singolare è che l’etichetta “open source” che Welocalize applica a entrambi i software non sia ancora concretamente associabile all’URL di un repository pubblico, in cui chiunque possa leggere il codice e seguire attivamente il suo sviluppo.

2 Risposte to “CrowdSight: prime impressioni”

  1. Luigi Muzii Says:

    Bentornato.

  2. business marketing Says:

    hello there! , I love the crafting therefore a lot! ratio most of us stay in touch excess relating to your post with Yahoo? We need an expert about this place to solve my own dilemma. Could be that is definitely anyone! Having a look to watch you.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: