Chrome e la minaccia della suocera

In modo analogo ai componenti aggiuntivi di Mozilla Firefox, le estensioni di Google Chrome offrono agli utenti la possibilità di aggiungere funzionalità tramite lo sviluppo di piccole applicazioni.

La facilità di personalizzazione offerta tramite codice “estraneo” espone anche a rischi di sicurezza, che nel caso di un browser possono riflettersi direttamente sulla riservatezza delle informazioni personali.

È per questo che lo sviluppatore ha pensato di allertare l’utente con un messaggio apposito:

Google Chrome - Messaggio spiritoso sulla privacy

Credo che le frasi “spiritose” come quella visibile sopra siano un fatto positivo per due motivi. Primo, dimostrano la vicinanza dello sviluppatore all’utente finale. Secondo, stimolano la fantasia del traduttore e lo portano ad allontanarsi dal significato letterale.

In alcuni casi la spiritosaggine può dimostrarsi un boomerang, soprattutto quando il traduttore non capisce le battute. Nel caso specifico, incuriosito ho voluto controllare la versione italiana:

Google Chrome -

La mia attenzione era rivolta al messaggio principale, ma inizialmente l’occhio è caduto automaticamente sulla frase in rosso, totalmente sbagliata.

Il traduttore ha riguadagnato subito punti con l’uso della parola “suocera” al posto della forma originale spouse.

La scelta ha permesso infatti di mantenere l’ambivalenza e rivolgersi indistintamente a uomini e donne. Credo poi che il concetto di potenziale violazione della privacy sia stato rafforzato attingendo a una delle sue minacce più efficaci, almeno per l’immaginario collettivo😉

2 Risposte to “Chrome e la minaccia della suocera”

  1. Mario Spoto Says:

    Interessante seguire anche questo scambio sull’originale inglese:
    http://code.google.com/p/chromium/issues/detail?id=19582

    • g1anluca Says:

      Grazie del tuo commento, Mario.

      È importante che i messaggi originali siano chiari e interpretabili in modo univoco da utenti e traduttori. Spesso però gli sviluppatori prestano maggiore attenzione alla lunghezza delle stringhe e alla sostanza che alla grammatica.

      L’uso errato di “only” è comune. Per esempio in Mozilla Firefox fu corretto più di un anno fa in seguito a una segnalazione dello stesso utente (Francois Botha, alias igitur).

      Nel caso di Chrome, la revisione 24599
      ha solo mascherato l’errore, perché in pratica ha reso obsolete le stringhe “spiritose” e la frase incriminata.

      Peccato, la frase della suocera mi piaceva😉

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