GlobalSight 7.1: prime impressioni

La novità

Il 5 gennaio 2009 la società americana Welocalize ha ufficialmente “liberato” il software GlobalSight, rilasciandolo sotto licenza Apache. All’operazione hanno collaborato altri partner “di peso”, tra cui Autodesk, Cisco Systems e Sun Microsystems.

L’evento rappresenta oggettivamente una novità nel settore dei TMS (Translation Management System), ovvero dei sistemi che organizzano in modo strutturato il flusso di lavoro di traduzione, prevedendo la gestione integrata dei progetti e delle varie attività correlate (analisi, gestione delle memorie di traduzione e della terminologia, traduzione, revisione, ecc.).

L’immagine riportata di seguito illustra uno dei flussi di lavoro standard previsti da GlobalSight, che dimostra i livelli di dettaglio e complessità gestibili da un TMS.

GlobalSight 7.1 - esempio di workflow

La prova

Per curiosità ho voluto provare “il primo TMS open source”, che in pratica è un’applicazione JBoss che si appoggia a un database MySQL.

A conferma della scarsa “apertura” che si percepisce visitandolo, il sito ufficiale oggi riporta in evidenza “GlobalSight software & source code coming soon”. In realtà il codice sorgente e le versioni binarie per i sistemi Windows e GNU/Linux sono disponibili su SourceForge.

Come server ho scelto Ubuntu 8.04, e l’installazione di GlobalSight 7.1 si è dimostrata relativamente semplice (pur richiedendo troppe operazioni manuali e risultando complessivamente poco “lineare”).

Una volta avviato il servizio sul computer server, gli utenti possono accedere al sistema tramite un’interfaccia Web simile a quella mostrata nell’immagine seguente. Sembra che sia attualmente necessario utilizzare Internet Explorer per poter sfruttare tutte le funzioni del portale (in Mozilla Firefox, per esempio, i menu non vengono visualizzati).

GlobalSight 7.1 - esempio di interfaccia

I vari attori coinvolti (amministratori, project manager, traduttori, revisori, ecc.) accedono quindi al portale Web per svolgere le varie attività. Unica eccezione sembra essere il caricamento dei file da tradurre, che avviene tramite un software chiamato Desktop Icon (disponibile per sistemi Windows e Mac).

La traduzione può avvenire direttamente online tramite un editor un po’ spartano, ma relativamente efficiente (l’immagine sotto è un esempio di come appare l’interfaccia). È comunque possibile scaricare dei file per eseguire la traduzione offline (in formato XLIFF oppure tramite Trados).

GlobalSight 7.1 - interfaccia editor online

Le prime impressioni

Complessivamente le funzioni offerte da GlobalSight 7.1 sono paragonabili a quelle di altri TMS, con cui il nuovo prodotto entrerà potenzialmente in competizione. Mi sembra che la migrazione più naturale (e forse auspicata) sia quella da WorldServer, un software simile e relativamente diffuso che si trova in fase di “rottamazione”.

L’impressione generale che ho avuto dai primi esperimenti è di un prodotto dalle solide basi associato a interfacce utente ancora “acerbe”. Sono certo che la maggiore diffusione del prodotto e la nuova natura open source favoriranno la futura evoluzione.

5 Risposte to “GlobalSight 7.1: prime impressioni”

  1. Luigi Muzii Says:

    Siamo sicuri che Idiom WorldServer è “in fase di rottamazione”? Da circa un anno, ormai, Idiom è stata acquistata da SDL che non mi pare abbia “rottamato” WorldServer.
    Queste prime impressioni, inoltre, sembrano confermare che gli sforzi di Welocalize si siano concentrati sul consolidamento del codice acquisito da Transware. L’intenzione, che sembra confermata, anche in questo caso, era proporre l’integrazione con altre piattaforme per la gestione di contenuti, tant’è che prima ancora del rilascio di Globalsight, Welocalize aveva annunciato una partnership con ClayTablet.
    Credo ci vorranno almeno altri dodici-diciotto mesi per vedere se, data la recessione, la scelta dell’OSS si è rivelata giusta. Tanto per cominciare, quanti clienti possono essere interessati a un prodotto del genere? Quanti rinuncerebbero all’assistenza compresa nel prezzo? Quanti vendor hanno conoscenze, competenze, abilità, risorse e clienti in base ai quali giustificare l’implementazione di una piattaforma di questa complessità? E quanti di questi sono in Italia?
    Come dice qualcuno, però, queste potrebbero essere domande “accademiche”: quelli che determinano il destino dell’industria GILT con la loro opera hanno ben altro di cui occuparsi.

  2. g1anluca Says:

    Grazie del tuo commento, Luigi.

    Non è facile prevedere il futuro del nuovo GlobalSight, ma nemmeno quello di WorldServer. SDL infatti lo ha messo fuori catalogo e lo sta “rottamando” per ricavare funzionalità da integrare nel suo futuro TMS.
    Nel frattempo gli utenti della base installata si stanno chiedendo se/come/quando convenga migrare. Tra questi ci sono Autodesk, Cisco Systems e Sun Microsystems, che fanno tutti parte dello Steering Committee dell’iniziativa che ha reso GlobalSight open source.

  3. g1anluca Says:

    Una precisazione sul metodo di caricamento dei file da tradurre in GlobalSight.

    Gary Prioste, alla guida dell’iniziativa, ha chiarito sul forum ufficiale che il caricamento può avvenire anche attraverso il portale Web, e non solo tramite il software Desktop Icon (come lascia intendere l’attuale documentazione).

  4. Luigi Muzii Says:

    Come per SDLX e Trados, il (G/T)MS di SDL sarà probabilmente il consolidamento delle basi di codice esistenti.
    SDL promuove ancora la tecnologia alla base di WorldServer quindi il fatto che sia “fuori catalogo” non è di per sé significativo.
    Di sicuro, l'”indipendenza” è ciò su cui si giocherà il futuro, almeno quello di medio periodo, ma sarei curioso di sapere come Autodesk, per esempio, integrerà eventualmente GlobalSight con il suo CMS proprietario (non suo). Magari solo in una direzione.
    Btw, quale sarà il supporto agli standard, da XLIFF a DITA?

  5. CrowdSight: prime impressioni « Premere il tasto ANY Says:

    […] quasi un anno dal rilascio di GlobalSight, il 22 gennaio 2010 Welocalize ha reso pubblici tramite sourceforge.net il codice sorgente e il […]

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