Google Chrome: ci inganna

Il progetto Unicode CLDR (Common Locale Data Repository) fornisce dati pubblicamente utilizzabili per varie attività di internazionalizzazione e localizzazione. Vi contribuiscono nomi come Adobe, Apple, Google, IBM, Microsoft e Sun Microsystems.

Il progetto fornisce, tra l’altro, le traduzioni in diversi idiomi dei nomi delle lingue, dei Paesi, delle monete e dei fusi orari, oltre a informazioni sulla localizzazione di data e ora. Per avere un’idea, i dati aggiornati per la lingua italiana sono disponibili in questo file XML.

Altri progetti correlati, come il progetto ICU (International Components for Unicode), attingono al progetto CLDR e rendono disponibili delle librerie per i linguaggi di programmazione più diffusi, come C++ e Java.

Il vantaggio per gli sviluppatori software è quello di poter utilizzare fin dall’inizio un’architettura orientata all’internazionalizzazione, evitando soluzioni personalizzate che nel lungo periodo rischiano di risultare incomplete e difficili da aggiornare.

Un altro importante aspetto positivo è che i traduttori non sono costretti a tradurre ripetutamente nomi di lingue e Paesi, a volte in modo incongruente, impreciso o fantasioso.

Google Chrome è uno dei software che utilizza il progetto ICU, con alcune personalizzazioni. Uno dei punti in cui i dati CLDR sono visibili all’utente è l’elenco delle lingue disponibili per le pagine Web.

Dalla finestra delle opzioni di Google Chrome 0.2.149.29, aprendo la scheda Piccoli ritocchi e facendo clic su Cambia carattere e lingua si accede alla finestra Caratteri e lingue. Aprendo la scheda Lingue e facendo clic su Aggiungi si passa alla finestra Lingue. L’elenco è visibile nell’immagine seguente.

Scorrendo le varie opzioni, si notano subito i quadrati che evidenziano un problema di caratteri mancanti per gli ideogrammi cinesi e coreani (non so se questo problema sia generale o valga solo per il sistema Windows XP specifico).

Si è inoltre indotti a pensare che la voce “ci” sia un errore. Questo perché il nome appare inconsueto e improbabile, oltre al fatto che sembra in qualche modo un troncamento della parola cinese sottostante.

Niente paura, in realtà si tratta della traduzione originale CLDR del nome della lingua Twi, parlata in Ghana e avente tw come codice ISO 639-1.

Ho notato che nel database CLDR la maggior parte delle lingue lascia invariato il nome Twi. Anche Google ha fatto questa scelta nelle preferenze del sito google.it, dove l’opzione è disponibile tra le lingue dell’interfaccia.

Data l’autorevolezza del Consorzio Unicode, credo che non ci siano dubbi sulla correttezza della traduzione.

Un’altra cosa è certa: la lingua “ci” inganna😉

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