Open, corretamente

7 luglio 2010

L’aggiornamento frequente delle applicazioni è ormai una necessità, in particolare per la diffusione immediata di nuove funzionalità e patch di sicurezza.

Per Google Chrome (e altre applicazioni desktop per la piattaforma Windows) Google ha sviluppato un software apposito, rilasciato sotto licenza open source.

Il nome in codice del progetto è Omaha, mentre il nome del prodotto è Google Update (da non confondersi con Google Updater, parte di Google Pack).

La funzione di aggiornamento automatico è molto importante, ma opera dietro le quinte, con un’interazione minima con l’utente. Una delle sue manifestazioni è nella configurazione dell’operazione pianificata creata da Google Chrome, mostrata nell’immagine seguente.

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Spazi di qualità

13 giugno 2010

I segnaposto sono parte integrante delle stringhe e permettono allo sviluppatore di generare dinamicamente del testo su base parametrica. Nel caso di Android sono generalmente racchiusi tra tag XML specifici, che utilizzano lo spazio di nomi xliff.

In luogo della comune forma %1$s, per esempio, viene utilizzata una sequenza simile a:

<xliff:g id="application">%1$s</xliff:g>

Anche se questo facilita la gestione lato codice, aumenta la complessità lato traduzione. Sono i software normalmente utilizzati dai traduttori a venire in aiuto semplificando opportunamente la forma del segnaposto e proteggendone la struttura interna dalle mani dell’uomo.

Il traduttore si trova quindi a gestire uno o più mattoncini elementari che deve saper spostare e integrare opportunamente. La seguente schermata mostra un esempio in cui la rimozione accidentale di uno spazio provoca una concatenazione non voluta.

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