Il sistema Android include il sistema di sintesi vocale open source fornito dalla società SVOX.
Utilizzando le relative impostazioni in Android 2.2 ho notato un piccolo refuso, visibile nell’immagine seguente.

Le ridotte dimensioni delle interfacce per sistemi cellulari richiedono ai traduttori un maggiore sforzo di sintesi per ridurre al minino la lunghezza delle stringhe tradotte.
In molti casi il limite di massima è fissato genericamente dalla forma inglese, ma nel mondo reale il significato non può essere compresso a tal punto in tutte le lingue.
Nel caso specifico, la stringa originale inglese è:
Default settings below override application settings
La traduzione italiana ha assunto 3 forme nel tempo, con un progressivo dimagrimento:
[+75%] Le seguenti impostazioni predefinite hanno la priorità sulle impostazioni dell’applicazione
[+46%] Le seguenti impostaz. pred. hanno priorità sulle impostazioni dell’applicaz.
[+38%] Le impostazioni predefinite hanno priorità sul quelle delle applicazioni
Le percentuali tra parentesi quadre indicano l’aumento proporzionale della stringa rispetto all’originale inglese, una stima per eccesso basata sul numero dei caratteri (un calcolo più preciso dovrebbe tener conto della larghezza in pixel del font proporzionale di Android).
Come si nota dalla schermata riportata sopra, aumenti del 40% possono essere pienamente accettabili. Il problema è che il limite reale non è noto a priori in fase di traduzione, ma si manifesta solo quando la stringa appare nell’interfaccia.
Capita quindi che le stringhe subiscano successive cure dimagranti, ma le prerogative della forma perfetta non dovrebbero mai prevalere sul quelle ortografiche
9 febbraio 2011 alle 13:57 |
Prova a installare TweetDeck versione italiana, troverai un bel po’ di materiale!
Daniela
PS Ti sei scelto un tema di WordPress che dal punto di vista linguistico lascia un po’ a desiderare, come per esempio nell’interfaccia per i commenti.
11 febbraio 2011 alle 1:20 |
Grazie del tuo commento, Daniela.
La localizzazione di TweetDeck è realizzata da volontari, proprio come accade per WordPress e per numerosi altri software (open source o meno).
Io preferisco dedicarmi ai lavori dei traduttori professionisti (improvvisati o meno) perché… sanno fare di meglio
Gianluca